Ecco le condizioni di Cameron per non uscire dall’Unione Europea

Consegnata la lettera del premier inglese David Cameron nelle mani del presidente del consiglio Donald Tusk, ora spetta ai 27 stati membri e all’Europarlamento valutare la possibilità di un eventuale concessione delle richieste avanzate dal premier britannico.
Sono quattro i punti fondamentali che riassumono le richieste di riforma UE, partite dalla Gran Bretagna, che mostrano l’intenzione generale di mettere in discussione, in qualche modo, i termini delle relazioni politico economiche fra l’eurozona e la sofferente potenza inglese, la quale si sente limitata nelle sue potenzialità all’interno dei patti con l’Europa.
Fra le richieste di riforma di Cameron arrivate sul banco di Tusk ci sono una maggiore protezione dei diritti dei paesi fuori dall’Eurozona, si avanza inoltre la richiesta di riconoscere maggiori poteri decisionali ai singoli parlamenti nazionali di fronte alle decisioni del parlamento Europeo.
Un altro punto riguarda invece la richiesta del potenziamento della competitività del mercato dell’Eurozona che si chiede di alleggerire snellendo l’eccessiva burocrazia.
Ad attirare maggiormente l’attenzione generale pare sia stata in particolare una delle richieste di riformare il welfare state per tutti gli stranieri che scelgono la Gran Bretagna come nuova casa.
Si vorrebbe infatti limitare loro la possibilità di usufruire dei benefici sociali. La stessa richiesta è stata estesa ai migranti che fanno parte della stessa Eurozona, limitando in questo caso loro la possibilità di usufruire dei benefici sociali ai primi quattro anni di residenza nel Regno Unito.
Cameron promette un referendum sulla scelta di restare nell’unione Europea per la fine del 2017, intanto non ci resta che stare a vedere cosa succederà nei prossimi tempi.